5 cose che forse non sai su E.T.

E.T.Lextraterrestre
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E.T. – L’extraterrestre ha compiuto 35 anni ma il suo fascino è sempre fresco. Merito di Steven Spielberg, del genere science-fiction all’epoca ancora emergente e di un cast ricco di promettenti stelle.

Da fan di E.T. non puoi perderti le 5 cose che devi assolutamente sapere sulla realizzazione del film!

  1. Una piccola bugia bianca della giovane Drew Barrymore le valse un ruolo nel cast

Per la realizzazione del film, Spielberg necessitava di tre giovani protagonisti. La prima ad essere provinata fu Drew Barrymore nella parte di Gertie, la più giovane del trio, di soli 6 anni. Durante l’audizione, Barrymore confessò a Spielberg di non essere realmente un’attrice ma bensì la batterista di una band punk rock chiamata Purple People Eaters. Una bugia così creativa che colpì e affondò il regista che la scelse come coprotagonista.

  1. L’audizione di Henry Thomas fu del tutto improvvisata

Il ruolo più difficile da assegnare per Spielberg fu quello di Elliott, il migliore amico di E.T. In un incontro al buio Spielberg incontrò un giovanissimo Henry Thomas e anziché consegnargli il copione da leggere, lo invitò ad improvvisare la parte rimanendo del tutto conquistato dalla sua interpretazione.

  1. Foto e disegni di persone famose ispirarono la creatività del personaggio di E.T.

Spielberg s’ispirò per il film ad una serie di disegni creati dall’artista Carlo Rambaldi. Trovò, inoltre, ispirazione per i tratti del viso dell’alieno dai lineamenti di Albert Einstein combinati con quelli di Ernest Hemingway e Carl Sandburg.

  1. La famosa scena finale di Elliott e E.T. fu girata davvero

Incredibile ma vero, l’iconica scena di Elliott ed E.T. che volano sulla faccia della luna fu reale fatta eccezione per i protagonisti Elliott ed E.T., sostituiti da pupazzi aggiunti in seguito con effetti speciali in post-produzione.

  1. Spielberg e il cosceneggiatore Melissa Mathison scrissero il sequel del film

Spielberg e Mathison scrissero il potenziale sequel di E.T., che ambientato nell’estate successiva agli eventi del primo film racconta il rapimento di Elliott ed i suoi amici da parte di una razza mutante. Spielberg decise tuttavia alla fine di non proseguire col sequel del film perché non avrebbe aggiunto niente di nuovo all’originale.