Glow: un gioco da ragazze

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Le ragazze di Glow sono tornate. È arrivata su Netflix la seconda stagione di una delle serie di maggiore culto del 2017. Al centro, c’è un gruppo di giovani donne che, per affermare se stesse e la propria identità, si lanciano in una disciplina del tutto imprevista: il wrestling femminile. All’inizio della seconda stagione sono ormai diventate tutte delle piccole celebrità locali e il loro show è un successo nelle tv della California. Ma i sogni e i problemi sono rimasti quelli di sempre.

A cominciare da quelli di Ruth Wilder (interpretata da Alison Brie), aspirante attrice che ha dovuto cedere a questa carriera alternativa dopo una serie infinita di rifiuti ai provini degli studi di Hollywood, e di Debbie Eagan (Betty Gilpin), “casalinga disperata” nonché storica amica/nemica con cui Ruth ha condiviso – clandestinamente – anche un uomo, cioè il marito di Debbie. La loro resa dei conti avverrà proprio sul ring. A dirigere, letteralmente, il tutto c’è il timido e stralunato Sam Sylvia (Marc Maron), uno spiantato regista di film di serie B che si ritrova suo malgrado a governare questo folle gruppo di ragazze.

La serie di Netflix è ispirata a un vero programma televisivo di wrestling “in rosa” andato in onda negli anni ’80, ma gli showrunner Liz Flahive e Carly Mensch lo hanno fatto diventare una storia simbolica che riesce a parlare anche alle generazioni di donne di oggi. E non solo: l’azione, il ritmo e l’ironia della scrittura lo rendono un titolo perfetto per qualunque tipologia di pubblico. Ognuno può scegliere per chi tifare: per l’insoddisfatta Ruth o per la vendicatrice Debbie? Senza contare le loro tante compagne di squadra: Cherry “Junkchain” Bang, Carmen “Machu Picchu” Wade, Melanie “Melrose” Rosen e Rhonda “Britannica” Richardson.

L’importante è scegliere la propria concorrente del cuore. E buttarsi nella mischia.