Prova a prendere… Tom Cruise

Barry Seal - Una storia americana
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Se c’è Tom Cruise, allora ci sarà una storia adrenalinica. Anche questa, che apparentemente sembra più piccola, diventa nelle sue mani – e nelle sue proverbiali corse a perdifiato – una parabola trascinante. È Barry Seal – Una storia americana, dal 28 febbraio disponibile su Infinity.

Alla base del film c’è una vicenda realmente accaduta, il che ha già dell’incredibile. Il Barry Seal del titolo, interpretato dallo stesso Cruise, è un pilota licenziato dalla compagnia di linea per cui lavora. Decide allora di accettare la proposta della CIA di diventare un aviatore sotto copertura per una delle operazioni a più alto rischio dello spionaggio a stelle e strisce. Da quel momento si reinventa in tutti i modi possibili: da trafficante d’armi per il governo a corriere della droga al servizio del cartello di Medellín capeggiato da Pablo Escobar, fino a prezioso informatore per la DEA. Sempre sospeso tra servizi segreti e tentativo di aggirare la legge degli Stati Uniti, Barry viene guidato da un solo obiettivo: la voglia di fare soldi. A qualunque costo.

Tom Cruise, reduce dall’ennesimo (e riuscitissimo) capitolo della saga di Mission: Impossible, si ritaglia il ritratto più intimo, ma sempre forsennato, di un uomo che per tutta la vita ha inseguito un American Dream forse irraggiungibile. Un percorso che ricorda quello del Frank W. Abagnale impersonato da Leonardo Di Caprio in Prova a prendermi di Steven Spielberg: anche in questo caso l’illegalità è sempre accompagnata da una morale tutta personale, che conquista dalla prima all’ultima scena.

Merito anche del ritmo che sa dare alla storia di Barry Seal il regista Doug Liman, specialista di action come Mr. & Mrs. Smith e Edge of Tomorrow – Senza domani, che qui rompe le regole del classico biopic con un intrattenimento indiavolato. Tanto che, alla fine, ci metteremo tutti dalla parte di questo irresistibile “cattivo per caso”.