Divi, narcos e action: Triple Frontier è già cult

Triple Frontier
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Una squadra di maschi come questa non si era mai vista. E non solo su Netflix, che ha prodotto e ora distribuisce in tutto il mondo Triple Frontier, uno dei titoli in assoluto più interessanti del suo listino.

E anche quello con il cast forse più incredibile: da Ben Affleck, che non ha bisogno di presentazioni, a Charlie Hunnam, consacrato dalla serie Sons of Anarchy e visto al cinema in King Arthur; passando per Oscar Isaac (gli ultimi capitoli di Star Wars), Garrett Hedlund (Tron: Legacy) e Pedro Pascal (la serie cult Narcos).

Il film li schiera tutti nella “tripla frontiera” sudamericana, ovvero la zona di confine tra Brasile, Paraguay e Argentina immersa nella lussureggiante giungla tropicale. In tutto il mondo è nota per essere un territorio franco, dunque è inevitabilmente diventata la culla della criminalità organizzata e dei narcotrafficanti, un crocevia perfetto per i traffici di droga, il riciclaggio di denaro sporco e la delinquenza di ogni tipo. È qui che finiscono i cinque amici e colleghi, che fanno team per mettere al tappeto un boss della droga sudamericano. Ma gli intrighi che scateneranno porteranno a conseguenze inaspettate. Anche per ciò che riguarda la loro amicizia e i legami di fiducia che si erano instaurati tra loro.

Sospeso tra action testosteronico e thriller vecchia maniera, Triple Frontier è l’ultima fatica di uno dei registi più significativi della scena americana contemporanea. Vale a dire J.C. Chandor, già autore di piccoli capolavori come il dramma finanziario Margin Call con Kevin Spacey, il “survival movie” All Is Lost con Robert Redford e il gangster classico 1981 – Indagine a New York con l’ormai fedele Oscar Isaac. È una garanzia anche lo sceneggiatore Mark Boal, premio Oscar per The Hurt Locker e autore anche dei copioni di Zero Dark Thirty e Detroit, tutti diretti da Kathryn Bigelow.

Il nuovo cult è già servito.