Il Dottor Stranamore in un mystery letterario

La verità sul caso Harry Quebert
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Un libro che ti tiene con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. E, dentro quel libro, un altro libro che racchiude un mistero diviso tra amore e letteratura. È La verità sul caso Harry Quebert, best seller del giovane svizzero Joël Dicker uscito in Italia nel 2013, che dal 20 marzo approda come miniserie in dieci puntate su NOW TV.

Protagonista di questo intreccio è Patrick Dempsey, l’ex “Dottor Stranamore” di Grey’s Anatomy che ritroviamo in un ruolo inedito ma altrettanto affascinante. Cioè quello dell’Harry Quebert del titolo, professore di letteratura all’università nonché egli stesso famosissimo romanziere, accusato dell’omicidio della quindicenne Nola Kellergan (l’emergente Kristine Froseth) avvenuto molti anni prima.

I resti del corpo della ragazza vengono infatti ritrovati nel giardino della casa dell’uomo. L’amico Marcus Goldman (a cui presta il volto Ben Schnezter), giovane autore a cui proprio il professore aveva fatto da mentore, farà di tutto per sostenere l’innocenza di Harry, su cui incombe la pena di morte. Le sue indagini private riportano entrambi dentro un passato che sembrava sepolto per sempre e a un romanzo, intitolato Le origini del male, che lo stesso Quebert aveva scritto quand’era un ragazzo e che potrebbe racchiudere la chiave per risolvere l’enigma.

Le atmosfere del volume originale, vincitore dei più prestigiosi premi letterari di lingua francese, restano intatte. Ma il passo è quello delle grandi serie contemporanee, nonostante la regia sia affidata a un veterano della scena internazionale: Jean-Jacques Annaud, che ha firmato in passato grandissimi successi come Il nome della rosa (1986) e Sette anni in Tibet (1997) e che si destreggia magistralmente con il nuovo linguaggio televisivo. Dando l’occasione a Patrick Dempsey, che da quattro anni non veste più i panni del dottor Derek Shepherd, di misurarsi con un personaggio del tutto inedito, a cui regala un fascino ambiguo da cui sarà impossibile non farsi catturare.

È davvero lui l’assassino?